Perché la crisi non si ripeta: nuove regole, nuova Bretton Woods, Tobin Tax
Mentre si tira un sospiro di sollievo perché la parte peggiore della crisi sembra ormai passata (la disoccupazione probabilmente continuerà per tutto il 2010, ma ai mercati finanziari interessa la profittabilità delle imprese, che avendo ridotto le spese sono ora di nuovo in grado di fare profitti) si discute sulle misure da prendere per rendere più difficile il ripetersi di una crisi.
Una delle misure ventilate (recentemente dal primo ministro inglese Gordon Brown al G20) è la applicazione della Tobin Tax, proposta per la prima volta dall’economista Tobin negli anni ‘70 ma mai applicata. Si tratta di una semplice e piuttosto bassa tassa sulle transazioni finanziarie, meno di 0.5% a transazione, che non colpirebbe gli investitori di lungo termine ma sarebbe una bella sberla agli speculatori, daytraders, alle frequent trades e tutte le menate ad alto volume che fanno tutti i giorni le grandi banche d’investimento e i grandi portafogli.
Mah, una piccola Tobin Tax (direi massimo 0.1%) personalmente io non credo che sarebbe male (es. per raccogliere soldi contro la fame nel mondo, da girare alle ONG efficienti, non alla FAO che spende il 50% dei suoi soldi in amministrazione), anche se avrebbe effetto solo se applicata in tutte le Borse e questo è un po’ difficile; e inoltre non è detto che colpire la speculazione abbia solo effetti positivi.
La crisi finanziaria non è stata causata strettamente dalla speculazione nel normale mercato, ma piuttosto dal mercato non regolamentato dei derivati, in particolare dal mercato internazionale dei CDS (credit default swap) che non ha neanche dieci anni e non ha le caratteristiche di trasparenza che il mercato dovrebbe avere.
In pratica molte banche (la prima AIG tramite la sua sede di Londra) hanno venduto ad altre banche una sorta di “assicurazione” sui Bond, in pratica l’assicurazione era del tipo, se fallisce l’Argentina e su 1$ di Bond te ne dà solo più 0.3, noi ti diamo gli altri 0.7; questi sono i CDS. In un momento in cui tutte le aziende rallentavano (per meno soldi in giro a causa di troppi mutui da pagare in america, ed altre concause) e alcune aziende cominciavano a fallire, è scattato il pagamento di questi CDS o quando non erano ancora da pagare ma la probabilità di default si alzava è scattata la necessità di segnare sui libri contabili collaterali / soldi da mettere da parte in caso questi fallimenti si fossero avverati; segnare questo sui libri contabili ha fatto diventare l’azienda troppo poco capitalizzata per fare le altre cose che faceva, anche perché le banche normalmente per un dollaro (o euro) di depositi fisici ne prestano 10 (questo si chiama leveraging o effetto leva; cercate anche la parola signoraggio per altre info) quindi sono già molto esposte.
Questo unito ai derivati costruiti sui mutui, mutui troppo onerosi perché il prezzo delle case in America è stato gonfiato dall’eccessiva disponibilità di mutui e dalla concessione di mutui a chi non poteva permetterseli (non esistono limiti tipo il 30% dello stipendio) ha scatenato un effetto domino.
Questo crash, o perlomeno un crash di questa entità, forse si poteva evitare: se i regolatori americani avessero saputo cosa stava vendendo AIG tramite la sua filiale di Londra, non glielo avrebbero permesso (a meno di non mettere sul tavolo, per cautelarsi da eventuali perdite, cash). Se poi Clinton/Greenspan non avessero abolito la legge Glass-Steagall (concepita all’epoca della Grande Depressione) che impediva il mescolarsi tra banche normali e banche d’affari, sarebbe stato ancora meglio.
Per evitare nuove crisi sarà quindi indispensabile regolare meglio i derivati e in particolare i CDS; oppure vietando del tutto i CDS e altri derivati strani e pericolosi; non sarebbe male diminuire il leveraging (ma è cosa critica); imponendo alle banche di fare una cosa sola: o fai la banca accettando depositi e facendo normali prestiti (e basta), o fai investimenti finanziari, o fai CDS: in modo che i vari pezzi del sistema siano separati (in altre parole se AIG avesse fatto solo CDS nell’evento di moltissimi default semplicemente i sottoscrittori dei CDS si sarebbero beccati un default sia sui bond che sui CDS e sarebbe finita lì, invece AIG avendo per esempio assicurazioni e pensioni di migliaia di persone non si è potuto lasciarla fallire; idem per altre banche troppo grandi e troppo interesecate).
Insomma una soluzione potrebbe essere regole più chiare e più solide, accettate da tutti (non a caso il G20 sta pensando a queste cose), dimensioni più piccole per le banche in modo che il fallimento di una grossa banca non dia il requiem a tutto il sistema, separazione delle funzioni.
Io vieterei sicuramente i CDS cosa del resto proposta anche da celebri investitori come Warren Buffett (o in alternativa li permetterei a condizione che fin dall’inizio si depositi il 100% di cash dell’importo coperto… ma così non converrebbero molto).
Vi cito un paio di interessanti articoli usciti oggi:
- l’opinione del finanziere Soros
- l’opinione di Barney Frank, presidente del Financial Services Committee della Casa Bianca
Visto che ho parlato di signoraggio, aggiungo ora (Gen 2010) un interessante articolo a proposito dell’istituto della Banca Centrale
http://online.barrons.com/article_email/SB126167814839704681-lMyQjAxMDI5NjIxNjYyNzY4Wj.html